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1 DICEMBRE _ GIORNATA MONDIALE LOTTA ALL'AIDS PDF Stampa E-mail
Image1 dicembre 2014

La Giornata mondiale contro l'AIDS, indetta ogni anno il 1º dicembre, è dedicata ad accrescere la coscienza della epidemia mondiale di AIDS dovuta alla diffusione del virus HIV. Dal 1981 l'AIDS ha ucciso oltre 25 milioni di persone, diventando una delle epidemie più distruttive che la storia ricordi. Per quanto in tempi recenti l'accesso alle terapie e ai farmaci antiretrovirali sia migliorato in molte regioni del mondo, l'epidemia di AIDS ha mietuto circa 3,1 milioni di vittime nel corso del 2005 (le stime si situano tra 2,9 e 3,3 milioni), oltre la metà delle quali (570.000) erano bambini.

"Entro il 2030 l'Aids si può debellare". E' questo l'obiettivo e la prospettiva che emerge dalla giornata mondiale contro l'Aids. Il direttore Relazioni Esterne del Global Fund e la portavoce dell'Osservatorio Aids hanno fatto il punto della situazione sulla lotta all'Aids.
In occasione della Giornata Mondiale contro l'Aids alcuni tra i principali attori impegnati nella lotta alle pandemie illustrano gli ottimi progressi raggiunti, le criticità e gli obiettivi futuri. Christoph Benn, direttore per le relazioni esterne del Fondo Globale per la Lotta contro Aids, Tbc e malaria, ha spiegato che "da alcuni anni assistiamo ad una notevole riduzione di morti correlate all'Aids. Attualmente, il Fondo Globale sostiene 6,3 milioni di persone in trattamento antiretrovirale. Nonostante questi progressi rilevanti, non dobbiamo supporre che il problema sia risolto. HIV e Aids sono ancora la prima causa di mortalità nell'Africa subsahariana tra gli adulti". Secondo recenti dati resi noti da Unaids, programma delle Nazioni Unite sull'Aids, hanno perso la vita a causa del virus 1.5 milioni di persone nel 2013 ed oltre due milioni di individui sono stati contagiati. Occorre considerare che nell'ultimo decennio sono stati fatti enormi progressi, "Circa dodici anni fa il tasso di copertura della terapia antiretrovirale salvavita era del 2%, oggi siamo arrivati quasi al 60%", ha sottolineato precisare Benn. Ci sono fattori da cui il progresso della lotta all'Aids non puo' prescindere. Tutti gli attori coinvolti nell'azione contro le pandemie pongono l'accento sulle cosiddette 'popolazioni chiave': "Abbiamo imparato che l'Aids non è distribuita in modo uniforme tra la popolazione mondiale - spiega l'esponente del Global Fund -, quindi c'è la necessità di piani d'azione mirati, volti a raggiungere gli individui che si trovano in aree di alta trasmissione della malattia". Il diritto di accesso alle cure e alla terapia è altresì da considerare un pilastro della lotta all'HIV/Aids. Sono i bambini a soffrire maggiormente proprio della mancanza di accesso alla terapia e nel 2013, circa il 60% delle nuove infezioni tra i giovani della fascia d'età 15-24 anni e' stato contratto da donne. "La lotta contro l'Aids ha registrato progressi enormi e diffusi - spiega Stefania Burbo, portavoce dell'Osservatorio Italiano sull'azione Globale contro l'Aids -, ma rimane ancora molto da fare. Mancano all'appello del Fondo Globale per la Lotta contro Aids, TBC e Malaria, il principale finanziatore multilaterale nel campo della salute globale, 2,5 miliardi di dollari per contrastare efficacemente le tre pandemie". L'Osservatorio Aids si unisce all'appello della società civile europea, affinché i Governi si impegnino a destinare le risorse che si ricaveranno dalla Tassa sulle Transazioni Finanziarie (TTF) a settori chiave per lo sviluppo, tra cui la salute globale, ricorrendo anche a fondi multilaterali già esistenti, come il Fondo Globale. "La tassa sulle Transazioni Finanziarie - conclude Burbo -, ovvero un'imposta estremamente ridotta sulla compravendita di strumenti finanziari che l'Italia ha deciso di adottare insieme ad altri 10 Paesi europei, potrebbe contribuire a ridurre questo gap finanziario". Leggi il pezzo di Mika sul Corriere della Sera "Non lasciamoci sconfiggere dalla paura" Consigliere comunale a Milano, mamma e sieropositiva. Combatte da 30 anni contro la malattia e contro i pregiudizi che le stanno attorno. Attivista per i diritti civili, porta avanti il progetto per un Expo gay friendly. Leggi l'intervista a Rosaria Iardino: “l’HIV non è sconfitto, non abbassiamo la guardia” - su DONNEUROPA


da "ANSA" La lotta contro le pandemie sta attraversando una fase cruciale. L'incremento degli investimenti, le recenti scoperte scientifiche, la riduzione dei costi e un migliore know-how hanno prodotto buoni risultati negli anni. Le pandemie, tuttavia, continuano a imporre un tributo devastante in termini di vite umane, rappresentando anche un ostacolo allo sviluppo economico. Secondo le stime di UNAIDS - il programma delle Nazioni Unite sull'AIDS - lo scorso giugno 13.6 milioni di persone sieropositive avevano accesso al trattamento antiretrovirale salvavita, un avanzamento considerevole verso il traguardo di 15 milioni di persone in terapia entro il 2015. Ma rimane ancora molto da fareper raggiungere, entro il 2020, il cosiddetto target "90-90-90" fissato da UNAIDS; garantire cure e terapia al 90% delle persone con HIV, permettere al 90% delle persone sieropositive di essere consapevoli del proprio stato virale ed azzerare la carica virale per il 90% delle persone in terapia. UNAIDS pone inoltre l'accento sul rispetto dei diritti umani, indispensabile per incrementare i risultati nel campo della Salute globale. Il caso del Ruanda. "Oggi sappiamo che il rischio di trasmissione durante rapporti sessuali non protetti è praticamente nullo in caso di carica virale non rilevabile - spiega Francesca Belli, advocacy manager per AIDES, la più grande ONG europea di lotta contro l'AIDS -, quindi possiamo prevenire nuove infezioni. In Ruanda, oltre l'80% delle persone che vivono con l'HIV hanno accesso alle cure e dopo 18 mesi hanno una carica virale non rilevabile. Questo Paese ha calcolato che, investendo 12,7 milioni dollari in trattamenti nell'arco dei prossimi cinque anni, risparmierà 27,3 milioni grazie al calo della mortalità e delle nuove infezioni: 6000 morti e 7000 nuove infezioni sarebbe evitate. Lottare contro l'HIV è un investimento: ogni dollaro impiegato nella prevenzione genera 12 dollari aiutando a prevenire nuove contaminazioni. Se riusciremo a fermare le nuove infezioni, potremo finalmente mettere la parola fine alla trentennale storia dell'AIDS". Negli ultimi dieci anni il Fondo Globale per la Lotta contro AIDS, Tubercolosi e Malaria(GFATM) ha dato un vigoroso impulso alla lotta globale alle pandemie, divenendo il principale finanziatore multilaterale nel campo della Salute globale. Per continuare in direzione del progresso e trasformare AIDS, TBC e malaria da epidemie a elevata trasmissione in malattie endemiche a bassa diffusione è necessario incrementare gli investimenti. Il ruolo della Tassa sulle Transazioni Finanziarie(TTF) nella lotta all'AIDS. L'Italia è uno degli 11 Paesi europei che ha deciso di adottare la Tassa sulle Transazioni Finanziarie, che potrebbe generare oltre 30 miliardi di euro. La società civile europea rivolge un appello ai Governi che hanno aderito alla TTF, affinché destinino le risorse che si ricaveranno dalla tassa al contrasto dei cambiamenti climatici e alla lotta contro la povertà in Europa e nel Sud del mondo. Si chiede che la TTF sostenga programmi di sviluppo a favore dell'istruzione e della salute globale, anche attraverso fondi multilaterali già esistenti, come il Fondo Globale" Grazie alla tassa sulle transazioni finanziarie - sottolinea AIDES, tra i leader della campagna TTF in Francia - i leader Europei hanno l'occasione di generare nuovi fondi da investire nella lotta contro AIDS, nelle nuove generazioni e nell'energia umana, l'unica che può cambiare il mondo".
 
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