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25 febbraio 2016

Diritto allo studio universitario - Il nuovo ISEE fa danni
In commissione cultura nell'ambito della discussione su una risoluzione, a prima firma Ghizzoni, sull'accesso alle prestazioni del diritto allo studio universitario (DSU), sono arrivati da parte del Ministero del Lavoro, i dati relativi al 2015, primo anno del nuovo Isee.
Il primo dato che salta agli occhi è la situazione economica-patrimoniale media della famiglie degli studenti universitari che chiedono prestazioni DSU rispetto a quelle delle famiglie che abitualmente accedono a prestazioni assistenziali.
Mentre oltre il 50% delle prime ha un Isee superiore a 20.000 euro, meno del 10% delle seconde supera la medesima soglia. Ciò significa che le famiglie dei ceti più poveri non sono in grado di mandare i loro figli all'università. L'ascensore sociale, che in Italia già funziona male a tutti i livelli, a quelli più bassi non arriva nemmeno. Il secondo dato: la perdita o il mancato accesso alla borsa di studio da parte di molti studenti universitari, le cui condizioni economiche familiari non erano cambiate dal 2014, a causa dell'innalzamento dell’Isee per la maggiore valutazione del patrimonio immobiliare e mobiliare. Così, mentre avremmo bisogno di più laureati, si realizzano politiche per il diritto allo studio che rendono sempre più difficile frequentare l’università. Per affrontare questa situazione, servono politiche strategiche ad ampio spettro: di deciso contrasto alla dispersione scolastica, di rapido ampliamento dell’offerta formativa post-secondaria, di attenta incentivazione all’iscrizione all’università tramite la riduzione delle tasse (le relative proposte di legge, purtroppo, giacciono dimenticate da due anni in Parlamento). Servono risorse adeguate e stabilire le nuove soglie ISEE alla luce dell'esperienza 2015 per allargare la platea dei beneficiari del DSU, in particolare di coloro che provengono da famiglie a basso reddito: oggi solo il 7% della popolazione studentesca italiana accede ai benefici, a fronte di valori tutti oltre il 20% in Francia, Germania, Spagna e in quasi tutti i Paesi europei. Gianna Malisani








23 dicembre 2015
Non solo noi friulani sappiamo quanto sia ancora vivo il ricordo del terremoto del 6 maggio 1976. Le leggi allora emanate, gli interventi organizzativi intrapresi, il ruolo delle istituzioni locali sono stati spesso assunti come modello. Tuttavia, in altre situazioni analoghe sono stati seguiti, sia per gli interventi emergenziali che ricostruttivi, difformi percorsi realizzativi non sempre adeguati.

Si rende necessario, perciò, avviare un percorso di ricerca atto a ricostruire e successivamente ad attualizzare l’iter normativo/burocratico, le azioni e le decisioni intraprese sulla base di quanto avvenuto nel periodo della “ricostruzione” post terremoto del 1976 nella regione Friuli Venezia Giulia. In sede di emanazione della Legge di stabilità 2016 è stato approvato dal governo l'ordine del giorno vincolante, a mia prima firma, sottoscritto anche dagli altri parlamentari friulani del PD, relativo "all'impegno del Governo a stanziare risorse adeguate, in occasione del 40ennale del terremoto del Friuli, per sostenere un progetto finalizzato alla ricerca volto a favorire l'analisi comparata della legislazione esistente - sia per gli interventi emergenziali che per la programmazione delle attività post sisma - attraverso uno studio delle norme finora emanate per le scelte, le azioni, le decisioni intraprese, al fine di pervenire a un possibile modello legislativo, normativo e operativo di riferimento anche con l’obiettivo di implementare un vero e proprio sistema specialistico specificatamente dedicato al trattamento delle criticità strutturali in emergenza sismica".

Credo che si tratti di un risultato importante, poichè riconosce il valore di quanto collettivamente - dalla comunità nazionale, regionale e particolarmente da quella friulana - sia stato fatto in quegli anni: un esempio da seguire in modo da rendere sempre più efficaci le azioni a favore delle popolazioni e per la tutela del patrimonio storico e artistico del nostro Paese.



19 novembre 2015
interrogazione dirigente scolastico Livio Bearzi

Il Dirigente scolastico Livio Bearzi – all’epoca del sisma preside del Convitto Nazionale dell'Aquila, accusato di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose, successivamente condannato a una pena di quattro anni di reclusione, sentenza confermata in via definitiva a ottobre scorso dalla Corte di Cassazione – è stato arrestato martedì 10 novembre 2015.
Da più parti – molto comprensibilmente – viene chiesta la grazia.
Ieri ho presentato una interrogazione alla ministro Giannini per chiedere che vengano riviste le norme sulla responsabilità della sicurezza degli edifici scolastici, in particolare per quanto previsto dal D.Lgs 81/2008 che attribuisce ai dirigenti scolastici, in quanto datori di lavoro (secondo il D.M. 292/1996), la responsabilità diretta nella gestione della sicurezza delle scuole.
E’ difficile pensare, infatti, che un preside possa – nei fatti, al di là delle norme che pure vanno rispettate – avere tale responsabilità pur essendo soggetto non dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa.


lunedì 17 agosto 2015

Tre cose importanti da rimettere a posto
- I DANNI DEL SILENZIO-ASSENSO
- LE POSTE E L'OBBLIGO DEL SERVIZIO PUBBLICO
- L'ITALICUM E I COLLEGI CHE SPACCANO IL FRIULI

I DANNI DEL SILENZIO ASSENSO: Malgrado anche il Consiglio Superiore dei Beni Culturali avesse espresso il parere che lo strumento del silenzio-assenso fosse e sia assolutamente inefficace per governare la tutela del patrimonio, purtroppo non siamo riusciti a modificare l'articolo 3 che introduce nella legge Madia tale norma negli atti tra amministrazioni pubbliche, anche tra quelle che si occupano di tutela dei beni ambientali e culturali, (quindi la mancata risposta della soprintendenza entro 90 giorni diventa automaticamente assenso).Si tratta di una palese violazione dei principi volti alla tutela del nostro patrimonio storico-artistico e paesaggistico sanciti dall’art.9 della Costituzione e dall’obbligo della funzione di tutela contenuto nell’art.117 della stessa Costituzione. L'ordine del giorno approvato alla Camera e da me proposto impegna il Governo «a monitorare e riferire annualmente alle Commissioni competenti gli effetti applicativi delle disposizioni del silenzio-assenso introdotte all'articolo 3, comma 3, e ad avviare interventi di propria competenza affinché tutte le Regioni adottino, rapidamente, i Piani Paesaggistici Territoriali». Occorrerà vigilare affinchè tale azione di monitoraggio sia effettivamente realizzata. Non solo: l’articolo 8 prevede addirittura la confluenza delle soprintendenze nelle prefetture. Il Consiglio superiore dei Beni culturali e paesaggistici esprime apprezzamento e piena condivisione nei confronti dell’OdG (firmatari Ghizzoni, Malisani, Piccoli Nardelli) approvato dalla Camera, che impegna il Governo «a prevedere che «le funzioni dirette di tutela, conservazione, valorizzazione e fruizione dei beni culturali previste dal Codice dei beni culturali (D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42), rimangano di competenza esclusiva ed autonoma dell’amministrazione preposta alla tutela dei beni culturali». Il Consiglio chiede pertanto che il Ministro Madia precisi in maniera chiara che la confluenza nell'Ufficio territoriale dello Stato di tutti gli uffici periferici delle amministrazioni civili dello Stato non riguarderà le amministrazioni cui compete la tutela del patrimonio culturale e paesaggistico.
LE POSTE E L'OBBLIGO DEL SERVIZIO PUBBLICO Il 20 marzo ho presentato un'interrogazione sul Piano di riorganizzazione previsto da Poste italiane - che doveva diventare effettivo dal 13 aprile 2015 e che prevedeva in Friuli Venezia Giulia la chiusura di 19 uffici, di cui 13 nella provincia di Udine - chiedendo di intervenire per evitare queste scelte che avrebbero provocato un disservizio dannoso soprattutto per i residenti anziani, ma anche per tutte le famiglie e le imprese. Il 26 giugno è stata data risposta da parte del Sottosegretario Antonello Giacomelli, che ha riferito che Poste Italiane ha assicurato che tutti gli interventi inseriti nel Piano saranno attuati dopo aver completato il dialogo avviato con le istituzioni locali. Ma questo non sta avvenendo, per cui sono più che giustificate e condivisibili le proteste dell'ANCI e la dell'assessore regionale Panontin. Dalla sentenza n° 332 del 15 luglio del TAR del Friuli Venezia Giulia - che ha accolto il ricorso proposto dal comune di Buja annullando i provvedimenti con i quali Poste Italiane aveva chiuso due uffici postali in due frazioni del Comune - emerge con chiarezza il principio che l'esigenza di risparmiare può essere un fattore di valutazione da parte di Poste Italiane, ma non può prevalere sull'interesse pubblico allo svolgimento del servizio universale. Ho depositato, perciò un’altra interrogazione per chiedere che il Ministro incontri al più presto la Direzione nazionale delle Poste in modo da rivedere profondamente il piano attraverso un vero confronto con i Comuni e le Regioni. Ci sono ragioni sufficienti per Poste Italiane Spa e per il suo azionista Ministero dell'Economia, per riconsiderare chiusure e soppressioni di servizio attuate in questi giorni con sufficienza e senza il dovuto rispetto per territori, utenti e Comuni.
L'ITALICUM E I COLLEGI CHE SPACCANO IL FRIULI Ribadisco che il Friuli sia politicamente smembrato è un obbrobrio storico e culturale. Non ci si può preoccupare giustamente della minoranza slovena in Friuli Venezia Giulia, o di quella tedesca in Alto Adige, e contemporaneamente impedire che gli elettori friulani tutti uniti possano esprimere una preferenza per portare i loro rappresentanti in Parlamento. Con la proposta attuale il voto di molti comuni della Bassa friulana rischia di essere irrilevante e ininfluente per tale esigenza. Era meglio prevedere fin dall'inizio i collegi uninominali. Non è stato fatto. Allora è meglio un collegio unico regionale.



7 maggio 2015:
Passi avanti su alcuni aspetti del ddl scuola
C'è la protesta, anche giusta, nelle piazze. I parlamentari, tuttavia, devono fare i conti con il disegno di legge sulla scuola cercando di migliorarlo quanto più possibile. Questa mattina sono stati approvati gli articoli sull'edilizia scolastica, materia sulla quale ho presentato diversi emendamenti. Grazie a uno sull'art. 18, almeno una scuola per Regione sarà realizzata con criteri innovativi capaci di affrontare le novità dal punto di vista tecnologico dalla sicurezza al risparmio energetico.
All'art. 19 oltre a tutte le misure per aumentare la sicurezza degli edifici con il recupero dei fondi ancora non spesi, si rilancia il ruolo dell'Osservatorio per l'edilizia scolastica allargando la partecipazione anche alle organizzazioni civiche (Legambiente, Cittadinanza Attiva). Anche in questo articolo è stato approvato un mio emendamento, che prevede la salvaguardia dei fondi già destinati ai comuni per il recupero di edifici scolastici, e uno che istituisce un fondo destinato agli interventi di edilizia scolastica che si rendono necessari a seguito di eventi eccezionali e imprevedibili.
Anche l'art. 20 è stato migliorato: viene previsto un finanziamento di 40 milioni per effettuare indagini diagnostiche sugli edifici, in particolare quelli degli anni 60/70. Un mio emendamento consentirà di utilizzare i fondi messi a disposizione anche per lavori da eseguire a seguito delle indagini diagnostiche eseguite tra il 2009 e il 2011. Sono risultati importanti, che potranno aiutare anche Comuni e Province (proprietari degli edifici) ad assolvere al compito di garantire la sicurezza degli edifici scolastici: riforma vuole dire anche questo, essere certi che chi studia lo faccia in edifici sicuri.

28 marzo 2015
: Ieri sera ero a Galleriano di Lestizza per partecipare ad un incontro organizzato dal Coordinamento del Medio Friuli del PD. Tema "Che notizie da Roma?". Con me Paolo Coppola e Francesco Russo. Sono stata critica verso molte scelte del Governo e preoccupata per il crollo delle iscrizioni e lo scarso dialogo interno, che giunge fino al non ascolto delle idee e delle proposte diverse da quelle della maggioranza interna. Quanto ho detto - in parte anche inaspettamente - ha trovato d'accordo quasi tutti quelli che sono intervenuti: sono emersi chiaramente il disagio e la delusione di iscritti ed iscritte per la sordità del gruppo dirigente nazionale, la preoccupazione per un capo di governo che decide da solo o quasi, e per la direzione che sta prendendo il PD sempre meno orientato a sinistra. C'è stato chi ha ricordato la tristissima vicenda dei 101, chi la timidezza contro l'evasione fiscale e la corruzione, chi lo scarso peso dato agli iscritti nella scelta del segretario, chi ha ricordato che sarebbe bene distinguere i due ruoli di segretario e di presidente del Consiglio. Io ho ribadito la mia contrarietà al Jobs Act e in generale al modo in cui sono stati affrontati i temi del lavoro e dell'occupazione. C'erano circa 40 persone: tanti interventi, tutti appassionati, partecipi. Per me una boccata d'ossigeno, al di là delle convergenze con ciò che dicevo. Sono rientrata a casa più fiduciosa: c'è ancora chi desidera discutere e ha a cuore le sorti del PD come partito di sinistra.

7 febbraio 2015
: Vergognosa e preoccupante la decisione della Giunta per l'immunità del Senato di dichiarare non processabile Calderoli che aveva dato dell'orango a Cecile Kienge: non è pensabile nè tollerabile che dei parlamentari -alcuni anche del PD a quanto pare- considerino un comportamento chiaramente razzista insindacabile perchè compiuto nel pieno delle funzioni parlamentari.Considero scandalosa questa scelta e confido che l'aula restituisca al Senato la sua funzione di rappresentante e difensore dei valori più alti e nobili del nostro Paese. Leggo in queste ore, per fortuna, dichiarazioni di dirigenti nazionali del PD che mi fanno sperare in una correzione della posizione assunta in commissione.

12 gennaio 2015
: Per fortuna c’è un altro Islam, quello vero, e un’altra Europa, non quella di Le Pen e Salvini, quella nata dalla rivoluzione francese e dalle tante lotte, anche armate, per la democrazia. Ma gli assassini dei vignettisti non hanno niente a che vedere né con l’Islam né con la libertà di espressione: sono crudeli, disumani e senza pietà, barbari fondamentalisti, i nuovi mostri del totalitarismo religioso.Così il terrorista che aveva preso in ostaggio i clienti del Supermercato ebreo con un'azione dettata dall'antisemitismo. Gli assassini sono stati uccisi dagli agenti dei corpi speciali. Ma sono caduti trucidati anche 17 persone, i giornalisti di Charlie Hebdo, il poliziotto musulmano Ahmed, la poliziotta, ostaggi ebrei. Non si può non sentirsi tutti “Charlie Hebdo”, è stato detto e manifestato in tutto il mondo. Ma è questa parola “mondo” che ci chiede di capire che cosa sta accadendo nel vicino e nel lontano oriente, in Asia e in Africa, e tra noi: è in corso una guerra di civiltà e i valori dell’Occidente e quelli sani dell’Oriente sono sotto tiro. Il Califfato e Al Qaeda sono il cuore della minaccia per noi e per la libertà di tutti, anche dell’Islam moderato e civile, come scrive Ezio Mauro, “che deve separarsi radicalmente dal totalitarismo fanatico” e religioso. Non sono gli immigrati il pericolo: è il terrorismo che, come scrive Sofri, si è fatto Stato ed “esercita un richiamo su paesi molto più remoti” e su persone che vivono tra di noi, anche nate qui da noi. La comunità internazionale deve stroncare la sfida jihadista, ma occorre evitare di creare un solco incolmabile tra i musulmani e il mondo occidentale evitando di assimilare tutto l’Islam ai terroristi. L'Italia deve fare la sua parte affinché prevalgano i valori dell'integrazione e per mettere in moto un'azione di intelligence coordinata a livello europeo. Ieri l'Europa a Parigi ha fatto vedere il suo volto democratico, il suo pluralismo religioso e la sua laicità: 2 milioni di persone a difesa della libertà. Oggi e domani si tratta di lavorare per costruire una vera Europa politica e per risolvere problemi da troppo tempo irrisolti, a partire dalla coesistenza pacifica tra palestinesi e israeliani. _ su facebook
21 novembre 2014

Presentanta una interrogazione sull'opportuità del ritiro della circolare adottata dal Ministero dell'Interno in attesa di una nuova regolamentazione del matrimonio o delle convivenze stabili, anche tra persone dello stesso sesso

altri interventi su:
_ No ai tagli alla cultura
_ Difendere i Patronati
_ Diritti dei richiedenti asilo e dei rifugiati
_ Sostegno alla politiche di Genere


  • No ai tagli alla cultura Appoggiato dal Ministero ai Beni culturali, condiviso dal ministro Franceschini e sottoscritto da tutti i componenti del PD della Commissione Cultura, arriverà in Commissione bilancio un emendamento, di cui sono prima firmataria, alla Legge di stabilità: se verrà approvato, si eviterà che il fondo concernente interventi e contributi alle attività cinematografiche e al settore dello spettacolo, nonché alle esigenze della società per lo sviluppo dell’arte, della cultura e dello spettacolo “ARCUS SPA”, finanziato con gli utili del gioco del Lotto, subisca un taglio di 1 milione di euro nel 2015 e 2,3 milioni dal 2016. È un segnale, ma va nella giusta direzione di considerare le spese culturali un investimento e non uno spreco.
  • Difendere i Patronati No al taglio di 150 milioni del fondo Patronati previsto dalla legge di stabilità: lo chiedono con un emendamento 140 parlamentari del PD, me compresa. Il taglio avrebbe effetti pesantissimi sull’attività dei patronati, colpendo soprattutto le fasce più deboli ed esposte alla crisi, che ricorrono all’assistenza dei patronati su materie sensibili come disoccupazione, infortunio, invalidità civile, handicap, assegni familiari, immigrazione. Sono pratiche erogate in modo del tutto gratuito per gli utenti: non vi è dubbio che la norma che prevede la riduzione drastica del fondo vada cancellata.
  • Diritti dei richiedenti asilo e dei rifugiati Ho sottoscritto la mozione del PD concernente iniziative in materia di diritti dei richiedenti asilo e dei rifugiati, con particolare riferimento alla revisione del regolamento dell'Unione Europea noto come "Dublino III". La mozione impegna il Governo “a proporre nelle competenti sedi europee la necessità di una revisione del regolamento ‘Dublino III’ che ponga al centro:
  • 1. il rispetto e la protezione dei diritti umani dei rifugiati e dei richiedenti asilo;
    2. un omogeneo sistema europeo che regoli la concessione del diritto di asilo secondo
    procedure e standard comuni;
    3. un sistema europeo di accoglienza che si basi sulla solidarietà tra i paesi membri e che distribuisca la presenza dei rifugiati per quote definite;
    4. un sistema di mutuo riconoscimento tra gli Stati membri della concessione del diritto d'asilo;
    5. l'istituzione di un'agenzia europea per l'asilo e l'immigrazione al di fuori del territorio dell'Unione europea”.
    • Sostegno alle politiche di genere Approvate ieri sera le mozioni, compresa quella del PD da me sottoscritta, su "Iniziative a sostegno delle politiche di genere". Impegnano il Governo a
    1. promuovere l'istituzione di una task force per favorire interventi per l'occupazione femminile e misure di conciliazione vita-lavoro;
    2. organizzare una conferenza nazionale al fine di individuare obiettivi e azioni per la crescita del lavoro femminile;
    3. promuovere una strategia a sostegno dell'occupazione femminile nell'ambito della Unione europea;
    4. incoraggiare iniziative pubbliche e private volte all'innovazione di modelli sociali, economici e culturali per rendere compatibili sfera privata e sfera lavorativa;
    5. promuovere il fondo nazionale per lo sviluppo dell'imprenditoria femminile;
    6. monitorare la piena attuazione del DPR 251/12 sulla parità di accesso agli organi di amministrazione nelle società pubbliche.


    15 ottobre 2014

    • I problemi della scuola: ieri pomeriggio si è svolta l'audizione del Ministro Giannini che ha riferito sull'avvio dell'anno scolastico. In tale sede, dopo aver affermato che si tratta di un problema presente in tutto il Paese, ha assicurato che il problema delle oltre 40 reggenze presenti in Friuli Venezia Giulia si risolverà con il corso-concorso per dirigenti previsto per il prossimo anno. Quanto alla nomina dei dirigenti di seconda fascia (4 in Italia, di cui uno in regione), ha detto che è stata fatta e che l'atto è in fase di registrazione. Ha inoltre affermato di aver chiesto,nella prossima finanziaria, 1 miliardo di euro di risorse aggiuntive per la scuola!

    • Le criticità dello "Sblocca Italia": è iniziato oggi in Commissione Ambiente l'esame del decreto "Sblocca Italia". Pesante l'ostruzionismo da parte dei parlamentari di 5 Stelle. Non condivido, ma seguirò con attenzione l'iter perchè il decreto contiene diverse criticità sotto il profilo della tutela del paesaggio, e in questo senso ho in discussione l'emendamento che abolisce il silenzio-assenso della Soprintendenza in aree di interesse paesaggistico.

    • Contro la dispersione scolastica: domani, giovedì 16 ottobre, in Commissione sarà esaminato il documento conclusivo dell'Indagine conoscitiva per contrastare la dispersione scolastica: si tratta di un tema molto importante, su cui tornerò nei prossimi giorni.



    8 agosto 2014
    Continuo a tentare di raccontarvi la mia attività alla Camera, sia in Commissione Cultura e Istruzione, sia in aula.

    1) Abbiamo approvato il D.L. 91/2014 "Disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l'efficientamento energetico dell'edilizia scolastica e universitaria".Nel corso dell'esame del provvedimento in Commissione Cultura ho fatto inserire la condizione con la quale viene reinserito il parere del Ministero per i Beni culturali sulla disciplina dei progetti soggetti a verifica di assoggettabilità alla VIA e VAS.

    2) Abbiamo approvato il testo modificato dal Senato sulla riforma della P.A.,che contiene l'emendamento del Governo relativo alla quota 96. La Camera aveva fatto la sua parte introducendo nel testo di legge la doverosa soluzione per gli insegnanti penalizzati da un errore della riforma Fornero. Durante la fiducia del secondo passaggio alla Camera abbiamo potuto solamente presentare un odg, accolto dal Governo, che invita a valutare la possibilità di reperire le risorse finanziarie necessarie per consentire il collocamento in pensione del personale della scuola che abbia maturato i requisiti entro l'anno scolastico 2011/2012. Ho sottoscritto inoltre un altro odg che impegna il governo a valutare gli effetti applicativi delle disposizioni relative al blocco delle proroghe di contratto dei dirigenti scolastici al fine di adottare iniziative normative per sanare la carenza di dirigenti già a partire dal prossimo anno scolastico.

    3) Durante la settimana sono stata relatrice in Commissione Cultura di un importante decreto ministeriale riguardante la Programmazione finanziaria relativa ad interventi di tutela di beni culturali che presentano gravi rischi di deterioramento, nonché ad interventi relativi a celebrazioni di particolari ricorrenze - Atto n.102- Si tratta di un finanziamento straordinario per il 2014 di 7 milioni (nel 2013 1 milione, che ha finanziato anche i lavori del Tempietto longobardo), che andranno a: La Certosa di Pavia, il complesso della Sapienza di Pisa, la Cappella degli Scrovegni di Padova, le mura urbane di Lucca, il Castello dell'Imperatore di Prato, il complesso di Barsento, la villa Manzoni di Lecco, la casa di Giacomo Matteotti di Fratta Polesine, le Terramare di Noceto e il teatro comunale di Bologna. Si tratta di un intervento straordinario che dà un po' di respiro al magro bilancio del Ministero, ma lascia ancora molto bisogni insoddisfatti.

    4) Su sollecitazione dell'on. Cuperlo, in tanti abbiamo sottoscritto un appello per Gaza e oggi c'è stato un interessante incontro; presenti anche Gad Lerner e una delegazione di parlamentari che la scorsa settimana si è recata in visita in Israele. So che con gli appelli non si fermano le guerre, ma credo sia importante prendere posizione e sollecitare il più possibile l'intervento del Governo italiano.

    5) Due parole sullo scontro tra le femministe e le ragazze americane. Non riesco proprio a capire come si possa sostenere che i movimenti delle donne non sono necessari; in un Paese dove l'educazione di genere a scuola è ancora un miraggio, dove la disparità degli stipendi e delle posizioni apicali sono ancora la realtà, dove le violenze non sono certamente scomparse. Forse abbiamo sbagliato noi degli anni '70. Forse non abbiamo saputo trasmettere i valori del movimento alle nostre figlie. Forse è solo trovando il metodo giusto per trasmettere i valori della battaglia delle donne a scuola, nei media, in rete, che riusciremo a superare questa divisione tra donne buone e cattive, moraliste o libere: il femminismo libera le donne e anche i corpi delle donne... È una battaglia che arriva da lontano e non é ancora finita.

    6) C'è stata una riunione del gruppo dei deputati del PD nel corso della quale abbiamo approvato il rendiconto di previsione per l'esercizio in corso, anche se non previsto dalla nuova normativa: si affermano in questo modo l'esigenza e la volontà di condividere le scelte che impegnano le risorse economiche del Gruppo.

    10 agosto 2013
    riportiamo di seguito in sintesi l'attività di Gianna Malisani alla Camera nella commissione Cultura, Scienza e Istruzione su i Beni paesaggistici e centri storici, sulle Grandi navi a Venezia e sull'Occupazione Giovanile
    Beni paesaggistici e centri storici
    Il tenace lavoro compiuto in commissione e in aula per salvaguardare il paesaggio e tutelare il tessuto urbano e l’identità dei luoghi storici ha dato i suoi frutti. Nel corso dell'iter parlamentare per la conversione in legge del decreto-legge 21 giugno 2013 n.69, il cosiddetto “Decreto del Fare”, recante disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia, sono state introdotte alla Camera e al Senato, modifiche al testo originale del Governo, tese ad una maggiore salvaguardia del patrimonio edilizio dei centri storici e del patrimonio paesaggistico il cui valore viene considerato importante anche come motore di sviluppo e opportunità per il Paese.Il Decreto è stato così modificato e migliorato nella formulazione di due articoli: 1) Nell’art. 39, che riduce i tempi per le autorizzazioni degli interventi sui beni paesaggistici, è stata ripristinata – firmataria Malisani – la possibilità che i Comuni convochino la Conferenza dei servizi consentendo alla Soprintendenza di intervenire per tutelare i beni culturali e paesaggistici e l’identità dei luoghi. 2) L’art. 30 – che consente interventi di demolizione e ricostruzione comportanti modifiche della sagoma degli immobili senza il permesso di costruire, con la semplice segnalazione certificata di inizio attività - è stato modificato stabilendo che i Comuni possano individuare, entro il 30 giugno 2014, all'interno delle zone omogenee A, le zone di pregio dove la norma non si possa applicare, tutelando così i luoghi e le testimonianze materiali più preziose delle città. Con questi emendamenti è stato evitato il rischio di una grave alterazione del paesaggio, recuperando il controllo delle amministrazioni pubbliche sulla qualità ambientale e progettuale.

    Grandi Navi a Venezia
    In linea con questi interventi di tutela ambientale è stata presentata – prima firmataria Malisani – una interrogazione in Commissione sul passaggio delle Grandi Navi nella laguna di Venezia, nella quale – ricordato che il passaggio della Carnival Sunshine del 27/7 a pochi metri dalle Rive dei Sette Martiri e degli Schiavoni ha confermato in modo clamoroso le preoccupazioni già esistenti per la sicurezza ambientale e delle persone – si chiede al Governo se non sia opportuno - in vista della individuazione della soluzione definitiva, attesa, secondo l’impegno del ministro Lupi, entro ottobre 2013 – assumere una soluzione a breve termine, adeguatamente verificata, che preveda interventi immediati di riduzione del rischio, tenendo in debita considerazione quanto proposto dal Comune di Venezia.

    Occupazione giovanile
    Infine, assieme alla deputata Bossa, è stato presentato alla Camera un odg – accolto come raccomandazione – per prolungare, con un ulteriore finanziamento, fino al 2016 gli effetti del Fondo straordinario, pari a 1 milione di euro, denominato "Fondo mille giovani per la cultura", istituito, per l’anno 2014, presso il Ministero per i beni e le attività culturali, e destinato alla promozione di tirocini formativi e di orientamento nei settori delle attività e dei servizi per cultura rivolti a giovani fino a 29 anni di età. 29 giugno 2013 - interrogazione su ARCHIVI

    Un aspetto fondamentale della gestione degli archivi storici è quello della consultabilità, che è la finalità stessa per la quale l'archivio viene conservato. Fare ricerca d'archivio è un piacere: studenti, storici di professione o semplici appassionati, tutti sperimentano l'emozione della scoperta e "il piacere dell'archivio" per dirla con le parole della storica Arlette Farge. Questo "piacere" rischia di non essere raggiungibile in Italia, a causa della povertà dei fondi a disposizione del Ministero per i Beni e le Attività culturali che ha messo in ginocchio molti archivi storici e, in Friuli Venezia Giulia per gli archivi di Pordenone e di Udine, a causa della mancanza di spazi adeguati e strutture idonee. Rischiamo di perdere un valore inestimabile: la memoria del nostro Paese. Per quest a ragioni Gianna Malisani e gli altri deputati del Partito Democratico del Friuli Venezia Giulia presentato questa interrogazione.

    30 maggio 2013 (file dichiarazione)

    In questi giorni l'Aula della Camera ha dato il via libera unanime alla ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa su "prevenzione e lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica", siglata a Istanbul l'11 maggio 2011. Il ddl di ratifica passa ora al Senato per l'approvazione definitiva. La Convenzione prevede il contrasto ad ogni forma di violenza, fisica e psicologica sulle donne, dallo stupro allo stalking, dai matrimoni forzati alle mutilazioni genitali e l'impegno a tutti i livelli sulla prevenzione, eliminando ogni forma di discriminazione e promuovendo "la concreta parità tra i sessi, rafforzando l'autonomia e l'autodeterminazione delle donne".L'Italia è la quinta nazione a ratificare il testo della Convenzione dopo Montenegro, Albania, Turchia e Portogallo. Perché la Convenzione diventi applicativa dovranno essere almeno 10 gli Stati a sottoscriverla, di cui almeno 8 del Consiglio d'Europa. L’art. 2 della Convenzione afferma che “si applica in tempo di pace e nelle situazioni di conflitto armato”, circostanza quest'ultima, che da sempre costituisce momento nel quale le violenze sulle donne conoscono particolare esacerbazione e ferocia. L’11 aprile 2013 i ministri degli Esteri del G8 hanno raggiunto, in una dichiarazione comune, uno “storico” accordo per contrastare le violenze sessuali durante i conflitti armati: “Gli stupri e le violenze sessuali sono gravi violazioni delle convenzione di Ginevra e sono crimini di guerra”, ha affermato Hague, ministro degli esteri britannico, ricordando le migliaia di violenze compiute nella ex Jugoslavia, Rwanda, Congo, Siria, Algeria. Con questo accordo la violenza sulle donne durante i conflitti cessa di essere tollerato quasi fosse una arma di guerra lecita: l’obiettivo è quello di infrangere la cultura dell’impunità nei confronti di coloro che usano lo stupro e la violenza sessuale come arma di guerra, facendo diventare il tema della violenza sessuale parte integrante degli interventi di peacekeeping, degli accordi di pace e della ricostruzione dopo i conflitti. Per l'intero ventesimo secolo, vi è stata la convinzione secondo cui la violenza contro le donne in tempo di guerra era una conseguenza incresciosa, ma in qualche modo ineliminabile, della guerra stessa, una specie di danno collaterale. Oggi colpisce l’anacronismo tra l'evoluzione della società e la regressione verso tanta barbarie: il corpo delle donne usato come campo di battaglia. La ratifica della Convenzione di Istanbul è solo il primo passo, ma essa, oltre a rendere più solida la battaglia contro il femminicidio, può e deve costituire, assieme all’accordo tra i G8, la base per prevenire e punire gli stupri come crimini contro l’umanità. Secondo una prima bozza del testo concordato tra i G8 i colpevoli degli stupri potranno essere perseguiti e condannati, e nessun Paese potrà più conferire l'amnistia a coloro i quali saranno ritenuti responsabili di stupri in aree di conflitto, anche al seguito di eventuali accordi di pace concordati tra le parti La violenza contro le donne va quindi bandita dovunque e sempre, affinché “nessuna donna, in nessuna parte del mondo, in pace e in guerra, debba pentirsi di essere nata donna”. Gianna Malisani
     
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